caricamento...
Pionieri del passato

Vita da Pioniere: intervista a Dino Bortolotto che racconta gli esordi della Rete

Dino Bortolotto è un Pioniere della Rete. Laurea in informatica a Padova ha iniziato ad occuparsi di Internet alla fine degli anni Ottanta, quando la Rete era un fenomeno di nicchia. Poi ha saputo anticipare i trend e le evoluzioni del web, usando software open source per abbattere i costi della connessione e sperimentando nuove tecnologie come il WIFI verso la metà degli anni Novanta.

Bortolotto è tra i fondatori di Assoprovider, l’associazione che riunisce i primi fornitori di Internet (gli Internet Service Provider) che hanno contribuito con le loro battaglie contro le multinazionali, a dare accesso alla Rete a tutti. Qui ripercorre la sua storia e quella dell’associazione.

Perché Assoprovider è un Pioniere della Rete?

«Perché i membri di Assoprovider sono diventati degli Internet Service Provider molto prima che la Rete diventasse un fenomeno di massa. Lo erano già quando il web era un fenomeno di nicchia. Io stesso ho iniziato ad occuparmi di Internet sul finire degli anni Ottanta quando lavoravo all’interno del gruppo STET (società poi confluita in Telecom, ndr). In questa prima fase iniziale della Rete le aziende connesse erano circa una novantina, nel 1992. I primi anni si lavorava sulle linee telefoniche via modem (dal 2400 fino al 9600). Una connessione tra Padova e Chioggia poteva costare anche decine di milioni di lire all’anno».

Quali sono gli inizi della Rete?

«In quell’epoca i Pionieri (i membri di Assoprovider) erano centinaia di soggetti che venivano dalla storia del BBS (computer che utilizza un software che permette ad utenti esterni di connettersi ad esso attraverso la linea telefonica, ndr). Loro avevano iniziato a fornire accesso Internet ai privati in cambio di un canone mensile che andava a sommarsi al costo della bolletta telefonica. C’è da dire che prima del 1997 il costo delle telefonate era molto elevato. All’epoca o avevi la disponibilità economica di comprare apparati costosi o potevi “fare le nozze con i fichi secchi”, utilizzando quelli che erano i primi vagiti dei software open source. Linux nasceva in quegli anni e i Pionieri lo utilizzavano invece di comprare i software di multinazionali come Cisco».

Perché è nata l’associazione?

«Nel 1997 c’è la liberalizzazione del mercato delle telecomunicazioni. Telecom non è più l’unico operatore di telecomunicazioni, ma viene affiancato da altri gestori. Il primo è Infostrada. In virtù del nuovo quadro normativo gli operatori telefonici ricevevano soldi in funzione delle chiamate che ricevevano. Quando qualcuno chiamava un numero Infostrada per collegarsi a Internet, una parte dei soldi della bollette telefonica veniva girata da Telecom a Infostrada (il sistema della reverse sulla chiamata telefonica, ndr). Il problema è che la legge escludeva chi non era operatore telefonico, spazzando via dal mercato tutti gli Internet Service Provider, che fino ad allora avevano fornito i servizi Internet. Nel 1999 un gruppo di questi inizia a creare una mailing list con l’obiettivo di riunire tutti quelli che erano stati penalizzati dalla liberalizzazione. In quell’anno nasce l’associazione per meglio interloquire con i rappresentanti governativi. La prima “battaglia” vinta da Assoprovider porta a una modifica di legge che equipara gli Internet Service Provider agli operatori telefonici».

Qual è il legame tra l’associazione e la diffusione del WI-FI in Italia?

«L’aspirazione dell’associazione è sempre stata quella di collegare l’utente a Internet abbattendo gran parte degli intermediari. Sul finire del 1997 si diffonde un sistema di connessione alternativo al rame, quello delle onde radio. Molti membri dell’associazione iniziano a sperimentare la tecnologia, dopotutto tra noi c’erano anche radioamatori. All’epoca noi Pionieri, per abbattere i costi del rame, facciamo arrivare dagli Stati Uniti, il sistema Aironet che era in grado di fare un interconnessione di un megabit al secondo via radio. L’associazione inizia un’altra fase molto importante del suo lavoro: far uscire questo sistema dalla clandestinità. Grazie alle nostre battaglie, prima con il ministro Gasparri, poi successivamente con il ministro Landolfi, otteniamo la liberalizzazione della connettività Internet in modalità wireless anche all’esterno degli edifici: prima l’uso era garantito solo all’interno di aree chiuse e comunque non sul suolo pubblico».

Come Assoprovider ha contribuito alla diffusione della Rete in Italia?

«Assoprovider ha portato la Rete in zone dove le multinazionali non hanno interesse a investire. Così abbiamo portato business e occupazione in tante parti d’Italia che altrimenti sarebbero state dimenticate. Il problema è che oggi la politica privilegia ancora gli interessi dei big player che ormai da tempo hanno un fatturato uguale mentre riducono il numero di dipendenti. Serve un inversione di ruolo, puntare più su piccole realtà capaci di portare reali benefici ai consumatori. L’associazione si è battuta per questo in passato e lo farà in futuro».

Vuoi conoscere altri Pionieri come Dino Bortolotto? Partecipa a Pionieri della Rete e incontra gli innovatori del passato e del futuro. Prenotati qui: https://goo.gl/Eu5rRH

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. maggiori informazioni

Questo sito utilizza i cookie per fornire la migliore esperienza di navigazione possibile. Continuando a utilizzare questo sito senza modificare le impostazioni dei cookie o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo. COOKIE DI SESSIONE Vengono inviati sul dispositivo/browser degli utenti per rispondere ad esigenze tecnico-funzionali (per esempio la trasmissione di identificativi di sessione necessari per l’autenticazione ad aree riservate) ma non vengono memorizzati in modo persistente sul computer degli utenti e cancellati al termine della “sessione” con la semplice chiusura del browser. Cookie di prima parte Vengono inviati al dispositivo ( e memorizzati in hard drive ) direttamente dalla piattaforma editoriale Cookie di terza parte Durante la navigazione sul sito, è possibile che vengano inviati alcuni cookie che non appartengono ai nostri domini (c.d. “cookie di Terze Parti”) quando, ad esempio, gli utenti visitano una pagina che include contenuti di un sito web di terzi. Per i cookie di Google analytics si rimanda a: https://developers.google.com/analytics/devguides/collection/analyticsjs/cookie-usage I cookie senza nessuna indicazione di scadenza ( EXPIRES) sono di sessione ed immediatamente cancellati, essenzialmente servono ad evitare che l’utente debba reinserire informazioni continuamente all’interno della stessa sessione di lavoro. Ulteriori e generiche informazioni. Disabilitare i cookie Attraverso il pannello di personalizzazione del sito è possibile negare il consenso all’utilizzo dei cookie In alternativa è possibile agire direttamente sulle impostazioni del proprio browser. Per informazioni dettagliate su come disabilitare i cookie per i browser più diffusi consultare le pagine (esterne al sito ) e messe a disposizione dai provider. Microsoft Internet Explorer Google Chrome Apple Safari Mozilla Firefox Opera Qualora si desiderasse disabilitare soltanto i cookie di Google Analytics, è possibile utilizzare il componente aggiuntivo di Google. Per i cookie terzi social Visitando un sito web si possono ricevere cookie sia dal sito visitato (“proprietari”), sia da siti gestiti da altre organizzazioni (“terze parti”). Un esempio notevole è rappresentato dalla presenza dei “social plugin” per Facebook, Twitter, Google+ e LinkedIn. Si tratta di parti della pagina visitata generate direttamente dai suddetti siti ed integrati nella pagina del sito ospitante. L’utilizzo più comune dei social plugin è finalizzato alla condivisione dei contenuti sui social network. La presenza di questi plugin comporta la trasmissione di cookie da e verso tutti i siti gestiti da terze parti. La gestione delle informazioni raccolte da “terze parti” è disciplinata dalle relative informative cui si prega di fare riferimento. Per garantire una maggiore trasparenza e comodità, si riportano qui di seguito gli indirizzi web delle diverse informative e delle modalità per la gestione dei cookie. Facebook informativa: https://www.facebook.com/help/cookies/ Facebook (configurazione): accedere al proprio account. Sezione privacy. Twitter informative: https://support.twitter.com/articles/20170514 Twitter (configurazione): https://twitter.com/settings/security Linkedin informativa: https://www.linkedin.com/legal/cookie-policy Linkedin (configurazione): https://www.linkedin.com/settings/ Google+ informativa: http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/cookies/ Google+ (configurazione): http://www.google.it/intl/it/policies/technologies/managing/ Google Analytics Il sito include anche talune componenti trasmesse da Google Analytics, un servizio di analisi del traffico web fornito da Google, Inc. (“Google”). Anche in questo caso si tratta di cookie di terze parti raccolti e gestiti in modo anonimo per monitorare e migliorare le prestazioni del sito ospite (performance cookie). Google Analytics utilizza i “cookie” per raccogliere e analizzare in forma anonima le informazioni sui comportamenti di utilizzo del sito (compreso l’indirizzo IP dell’utente). Tali informazioni vengono raccolte da Google Analytics, che le elabora allo scopo di redigere report per gli operatori. Questo sito non utilizza (e non consente a terzi di utilizzare) lo strumento di analisi di Google per monitorare o per raccogliere informazioni personali di identificazione. Google non associa l’indirizzo IP a nessun altro dato posseduto da Google né cerca di collegare un indirizzo IP con l’identità di un utente. Google può anche comunicare queste informazioni a terzi ove ciò sia imposto dalla legge o laddove tali terzi trattino le suddette informazioni per conto di Google. Per ulteriori informazioni, si rinvia al link di seguito indicato: https://www.google.it/policies/privacy/partners/ L’utente può disabilitare in modo selettivo l’azione di Google Analytics installando sul proprio browser la componente di opt-out fornito da Google. Per disabilitare l’azione di Google Analytics, si rinvia al link di seguito indicato: https://tools.google.com/dlpage/gaoptout

Chiudi